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La Missione Archeologica dell'Università di Bologna a Bakchias - Novembre 2005

La Missione Archeologica dell'Università di Bologna, diretta da Sergio Pernigotti, con Cristian Tassinari come field director, ha condotto la XIV Campagna di scavi nel sito di Kom Umm el-Atl, nel Fayyum nord-orientale dove sorgeva l'antica Bakchias.

La campagna di scavo si è svolta dal 7 al 30 novembre 2005 e ha visto anche la partecipazione di dieci studenti iscritti alla Winter School istituita quest'anno presso l'Ateneo bolognese e provenienti anche dall'Università di Firenze e di Venezia. I lavori della Missione sono proseguiti nella nuova area sacra che era stata individuata nel febbraio 2005 e nella quale era stato riportato alla luce un piccolo tempio in mattoni crudi di età tolemaica dedicato a uno dei tanti dei coccodrillo adorati nel villaggio.

Oltre l'estremità meridionale dell'area di scavo, è stata rilevata la dispersione di elementi in calcare nummulitico, facenti parte della pavimentazione del dromos, dispersi durante le operazioni di spoliazione. L'immagine che se ne ricava è quella di una strada processionale lastricata che, dalle vicinanze del canale delimitante la città a sud , si dirigeva verso nord-est, fino al raggiungimento del portale di accesso all'area templare (temenos), con un percorso della lunghezza approssimativa di 50 m. In corrispondenza del punto di arrivo del dromos, all'interno della muratura del temenos doveva aprirsi un portale monumentale in pietra, di cui è parzialmente visibile, al di sotto di uno spesso strato di scaglie di arenaria, la cassaforma di fondazione in mattone crudo.

Il muro del temenos è costituito dall'accostamento di corpi di fabbrica separati che, quando non trovano strutture cronologicamente anteriori su cui poggiare (come nel caso del lato orientale), fondano molto in profondità. Il perimetro del temenos, ricostruito sulla base dei resti di alcuni tratti murari, ha forma di quadrilatero irregolare, con asse maggiore orientato in senso nord-sud, larghezza di circa 57 m per una lunghezza di 70 m circa. All'interno dell'area sacra, oltre al tempio, dovevano trovarsi alcuni edifici di servizio, appoggiati alla facciata interna del temenos.

La prima fase del tempio E (Fig. 1) si compone di un edificio di forma rettangolare della larghezza di 22,50 x una lunghezza di 34 m, interamente costruito con murature di mattone crudo e materiale litico, limitatamente ad alcune parti (portali, pavimentazione dei vani centrali, naos). All'interno dell'edificio è stato parzialmente indagato il primo ambiente centrale (vano A), mentre sono stati scavati nel dettaglio i vani laterali, tre per lato. In alcune stanze (C, D e G), nei vani di fondazione, sono ricavate delle cantine con copertura a volta ed accesso a discesa verticale, in buono stato di conservazione.

Contro il muro di fondo del tempio, si conservano alcuni blocchi di arenaria allineati, forse pertinenti alla pavimentazione della stanza o alle fondazioni del naos.

In una seconda fase, che, al momento, possiamo solo genericamente attribuire all'età romana, il tempio viene ampliato mediante l'aggiunta, sul retro, di un ulteriore corpo di fabbrica, sempre di forma rettangolare, delle dimensioni di 15 x 12,70 m, venendo così a raggiungere le dimensioni di 50 x 22,50 m circa.

Di questa struttura, che doveva prevedere un utilizzo pressoché esclusivo della pietra, rimangono solamente i quattro muri perimetrali della cassaforma, con rivestimento di intonaco all'interno, secondo una tecnica costruttiva ampliamente attestata, sempre a Bakchias, nel cantiere del tempio C.

Il nuovo corpo di fabbrica, che doveva costituire una monumentalizzazione del naos, venne collegato all'edificio antistante mediante due portali, ricavati nella parete di fondo del tempio precedente.

Lo scavo nell'area del magazzino, indagato durante la campagna di scavo del febbraio 2005, ha portato al rinvenimento di due abitazioni private (Fig. 2), facenti parte di un quartiere appartenente ad una fase cronologica antecedente, probabilmente di prima età tolemaica.

Tra i ritrovamenti si segnala una grande quantità di ceramica, molte splendide monete soprattutto di età tolemaica (Fig. 3), ostraka in greco e in demotico. Lo scavo del tempio sarà condotto a termine nel corso della prossima campagna (novembre 2006).






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Figura 1: Veduta dell’area del Tempio E da sud-est
Figura 1: Veduta dell’area del Tempio E da sud-est

Figura 2: Edifici di età tolemaica a est del Tempio E
Figura 2: Edifici di età tolemaica a est del Tempio E

Figura 3: Moneta Tolemaica
Figura 3: Moneta Tolemaica

Figura 3: Moneta Tolemaica
Figura 3: Moneta Tolemaica