Scavi dell'Università di Cassino nel sito di Sanam Abu Dom (Sudan) - Campagna 2004/05
Redazione Archaeogate, 22-04-2005

Nel corso della campagna di scavi 2004-05 ci siamo proposti di mettere in luce il contesto urbano intorno all'edificio detto "Tesoro", nel quale avevamo lavorato negli scorsi anni. Tra i tanti resti affioranti in superficie sono state selezionate due aree, una delle quali (SA.C 400) è situata proprio a pochi metri dall' ingresso del "Tesoro" mentre l'altra (SA.K 300) è a circa 200 metri più ad ovest, su di un'altura del terreno. Le due aree erano caratterizzate da un'alta concentrazione di ceramica egiziana e di frammenti di avorio, visibili in superficie.
In SA.C 400 è stato scavato un grande ambiente rettangolare (metri 14x11) con asse Nord-Sud e con l'ingresso a Sud. Si è potuto chiarire definitivamente che si tratta di un edificio a sé stante anche se con caratteristiche, come le colonne triple e la pavimentazione di arenaria bianca, molto simili a quelle del "Tesoro". I muri perimetrali, di mattoni crudi, sono stati in buona parte asportati e sono visibili solo in fondazione. L'interno dell'ambiente è invece ben conservato anche se solo nella pianta generale, dal momento che l'alzato non supera i 30 cm. Il pavimento è fatto da lastre di pietra e rocchi di colonne, resti di lavorazione o pezzi di reimpiego. Una selva di colonne, a pochissima distanza l'una dall'altra, affolla l'ambiente dando un aspetto di scarsa funzionalità a questo edificio. Un chiarimento, riguardo la sua funzione potrà forse venire dallo scavo del perimetro esterno in cui affiorano resti di altre colonne allineate ai lati sud e nord. I pochi ma significativi ritrovamenti indicano che questo edificio doveva essere contemporaneo al "Tesoro".
Su di un'altura, a circa 200 metri di distanza, è stata messa in luce parte di un edificio, che ha un carattere più spiccatamente residenziale (SA.K 300). L'edificio ha un orientamento Sud-Nord ed una pianta molto regolare, consistente in una serie di stanze che si affacciano su di un cortile con portici. Fino ad ora sono state individuate 7 stanze, di cui tre completamente scavate. Gli ambienti sono tutti grandi (m.11x 6.5) ed hanno quattro o sei colonne che sostenevano il soffitto. I pavimenti erano fatti di lastre di arenaria e la stessa pietra rivestiva i muri perimetrali con uno zoccolo di circa 60 cm di altezza. Il carattere monumentale dell'intera struttura era accentuato dalle soglie e dagli stipiti delle porte anch'essi in pietra.
Anche questo edificio ha sofferto di manomissioni e saccheggi ripetuti. Sono stati portati via i mattoni crudi dei muri e gran parte delle pietre della pavimentazione.
In una delle stanze (R 2), tuttavia, è stato trovato ancora in posto un deposito di ceramica, che occupava circa metà della stanza. Si tratta in gran parte di grossi contenitori per granaglie e di fiasche panciute che dovevano contenere liquidi (olio o vino). E' una ceramica dall'impasto molto fino e ricco di calcare che proveniva dall'Egitto. Nella stessa stanza sono stati ritrovati, ammucchiati in un angolo, frammenti di avorio fossile mentre, vicino alla porta, vi era la punta di una zanna.
Nel riempimento di tutte le stanze sono state trovate molte cretule. Alcune hanno forma di tappo mentre altre sembrano essere state usate per sigillare le porte. Su tutte le cretule era impresso il sigillo reale, formato da un cartiglio sormontato da due alte piume con il disco solare. Tutte le impronte leggibili riportano il nome del re Senkamanisken (VII sec. a.C.) terzo successore di Taharqa sul trono di Kush ed è dunque probabile che l'edificio sia stato utilizzato, se non costruito, da questo re.
Nel generale sconvolgimento, seguito all'incendio ed al saccheggio del sito, si sono spesso salvati piccoli oggetti come frammenti di elementi decorativi di faience o statuine e pendenti. Tutti questi oggetti si distinguono per la finezza della fattura e per la preziosità dei materiali impiegati. Una piacevole sorpresa è stato il ritrovamento di un piccolo tesoro consistente in alcune pepite d'oro e vaghi di collana di pietre dure come corniola e lapislazuli, anellini d'oro e d'argento finemente incisi. Due pendenti a forma di testa di ariete, uno d'oro e l'altro d'argento, ed un pendente in miniatura a forma di ureo erano insieme ai vaghi di collana. Ed infine un capitello miniaturizzato, a forma di fiore di loto, è quanto resta della decorazione architettonica.
Il palazzo, nel suo insieme, conferma la datazione già proposta per il sito (VII-VI sec. a.C.) e la generale omogeneità dello stile architettonico di tutte le strutture.
Irene Vincentelli
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Pianta generale dell’area archeologica di Sanam

Assonometria dell’edificio SA.K 300

Testa di statuetta in faience

Protome di Horus

Pendenti a forma di testa di ariete in oro e argento

Pepita d’oro e anellini d’oro e d’argento

Impronta di sigillo con il nome del re Senkamanisken

Vasetto di alabastro

Pendente d’oro a forma di Ureo

Capitello a forma di boccio di loto

Veduta di parte dell’edificio SA.C 400