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Il Papiro di Artemidoro: ora il Papiro di Torino

Sommario

  1. Grazie alla Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo, che lo destina al Museo Egizio di Torino, il Papiro di Artemidoro riemerge dopo duemila anni di oblio.
  2. Il papiro di Artemidoro: una testimonianza di arte e cultura e una fonte di informazioni unica dall'Egitto ellenistico.
  3. Artemidoro, la carta geografica più antica al mondo - di Maurizio Assalto

Grazie alla Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo, che lo destina al Museo Egizio di Torino, il Papiro di Artemidoro riemerge dopo duemila anni di oblio.

"Riemerge dopo duemila anni di oblio un esemplare che ai giorni nostri non ha eguali al mondo: il Papiro di Artemidoro". Così ha espresso la sua soddisfazione Carlo CALLIERI, Presidente della Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo, l'istituzione che ha recentemente acquistato il prezioso reperto, destinandolo in comodato gratuito al Museo Egizio di Torino. A consacrare la presentazione di questo pezzo unico, che arricchisce il patrimonio nazionale di un reperto di straordinario pregio, sono intervenuti il Ministro per i Beni Culturali, Giuliano URBANI, e due studiosi che da anni hanno studiato il Papiro: Claudio GALLAZZI, ordinario di Papirologia all'Università Statale di Milano, che per primo lo ha descritto nel 1999, e Salvatore SETTIS, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa. "Con l'acquisto del papiro - ha affermato Callieri - si suggella idealmente il ruolo istituzionale della Compagnia di San Paolo nella nuova Fondazione per il Museo Egizio di Torino, la cui costituzione è stata ufficialmente ratificata proprio questa mattina. Ma, soprattutto, si desidera offrire a Torino e al suo Museo Egizio, secondo al mondo dopo quello del Cairo, un'ulteriore occasione di rilancio a livello internazionale." Il Papiro di Artemidoro è una testimonianza di arte e cultura e una fonte di informazioni unica sull'Egitto ellenistico. Esso ci restituisce un testo di Artemidoro da Efeso, brano la cui esistenza ci era pervenuta solo da fonti indirette, e rappresenta la carta geografica più antica che si conosca. Inoltre, attraverso questo reperto, ci viene tramandato il primo "cahier d'artiste" giunto fino a noi e si possono apprezzare gli inediti esercizi di disegno di un'accademia dell'antichità. Attualmente il Papiro è custodito presso l'Istituto di Papirologia dell'Università Statale di Milano, dove sarà restaurato prima di poter essere esposto al pubblico. Il restauro sarà condotto da Claudio GALLAZZI e da Barbel KRAMER, dell'Università di Treviri, nell'ambito dell'attività dell'Ateneo milanese, entro il primo semestre del prossimo anno. La Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo, struttura stabile della Compagnia, prosegue - insieme alla stessa Compagnia - l'attività in campo egittologico della Fondazione San Paolo per la Cultura, la Scienza e l'Arte che, alla fine degli anni '80, aveva promosso il restauro del palazzo guariniano dell'Accademia delle Scienze, dove il Museo Egizio ha sede fin da quando, nel 1824 venne fondato su impulso del rè Carlo Felice. Dal 1988 a oggi, il complesso dei fondi "San Paolo" stanziati a favore di tale prestigiosa istituzione ammonta a oltre 35 milioni di euro. Per una significativa coincidenza, esiste un legame storico anche tra tale edificio e la Compagnia di San Paolo. Il Palazzo fu, infatti, eretto nel XVII secolo per ospitare il Collegio dei Nobili Convittori dei Santi Maurizio e Lazzaro, istituzione pedagogica fondata dalla Compagnia nel 1568.

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